Ciò a cui tendo è il cuore

     

    Quello a cui tendo è il cuore. Non il cuore romantico, né l'intenzione di dover essere buoni. Mi interessa l'energia del cuore, quella che ci dà la grande opportunità di cogliere e sentire la bellezza anche dove pensiamo, giudichiamo, siamo convinti che non ci sia. Si tratta di uno stato che si accomoda in un luogo corporeo (anatomicamente nel petto, tra i due seni), il luogo energetico sede della lucidità e della disponibilità.

     

    Il Tantra della via non duale (chiamato anche Buddhismo tantrico o Vajrayana), che pratico ed aiuto a praticare, ci predispone a questo stato, propone questo modo di vivere.

     

    Il Tantra toglie il meccanicismo che ci spinge a giudicare, discriminare, dividere e rende concreta la possibilità che ogni evento, piccolo o grande, della vita, si possa pienamente attraversare e vivere rimanendo nel flusso che si muove insieme alla ciclicità dell'esistenza. Le pratiche aiutano a mantenersi sensualmente in contatto con l'imprevedibile e di affrontarlo creativamente sul momento.

     

    Le pratiche

    Le pratiche corporee che permettono di risentire lo stupore proprio dell'infanzia mantenendo la presenza e la coscienza dell'età adulta aiutano a ricollegarsi allo stato del cuore. Voler capire, giudicare toglie vitalità. La vita germoglia nel vuoto, nello spazio libero da ostruzioni in cui ci si può stupire dell’imprevedibie, pronti alla disponibilità.

     Nella visione del Tantra, della Gestalt (una forma di psicoterapia basata sull’ascolto in relazione qui e ora, chiamata anche Fenomenologia Esistenziale) e anche nell'esperienza di creazione artistica, tutto è relazione. Nel ciclo del contatto, attraverso la connessione, si rivela ciò che si può fare di quello che la vita ci sta dando. La vita è quello che accade nel momento. Nello stupore del bimbo e nella coscienza dell'adulto, mi dono e affronto attimo dopo attimo.

    La relazione affettiva e la sessualità, sono il banco di prova in cui misurarsi con questa visione. La potenza delle energie emotive che ne fanno parte e l’onda dell’energia erotica che ci attraversa nell’incontro amoroso, se sentite e cavalcate, ci svegliano, ricollegandoci più velocemente e profondamente a quello spazio di autenticità in cui incontriamo noi stessi e l’altro.

     Anche se gli eventi che si presentano possono essere sentiti come emotivamente burrascosi o emotivamente desertici, piacevoli, leggeri e gioiosi o spiacevoli, dolorosi e spaventosi, si pratica in modo che il flusso dell'esistenza non rimanga bloccato da emozioni congelate, da corazze corporee che ci rendono insensibili allo stupore e alla sensualità. Si pratica affinchè la relazione con noi stessi, con gli altri, col cosmo si riveli per ciò che è e possa essere sentita pienamente. Grazie alla pratica si tocca la coscienza, anche dei pensieri funzionali all'evento, sia che questo crei benessere sia che crei disagio, che aiutano a far emergere il modo per affrontarlo sul momento.

    La pratica ci permette di accorgerci che nel momento niente potrebbe essere diverso da ciò che è. In questo spazio del cuore, bacino di naturale accoglienza, niente è più un problema, tutto è affetto, sensualità, sessualità. Viviamo sensualmente, “sedotti” da quello che accade.

     Vivere secondo la visione del Tantra non duale accompagna nel far l'amore con la vita, accompagna ad essere perpetuamente immersi nell'affetto e nella sessualità, nella sensualità e nella disponibilità. Nell'Amore all'Infinito, inteso come leggerezza, bellezza, assenza di giudizio e condizioni.

     La sessualità perciò non è solo fare sesso bensì vivere nella relazione erotica, nell'attrazione-repulsione, nella passione nel momento presente, nell'ardore del corpo e del cuore. Far l'amore non è dare una prestazione ma vivere quello che accade adesso tra me e te, è incontrarsi.

    Far l’amore come stato con me con te con la vita

     

    Ecco la vita nel cuore: uno stato in cui niente è da dimostrare, niente è da raggiungere, semplicemente si è qui e ora, nel fluire continuo e naturale dell'esistere.

     Si tratta del luogo energetico che ho avuto il dono di frequentare più volte ed è quello a cui tendo ogni giorno in ogni attimo.

    Le pratiche che propongo nei corsi e nei seminari aiutano a tendere al cuore, all'incontro con la sua energia e a riempirsi dell'infinita gratitudine che ne consegue.

     

    "Nel Tantra, emozione sentimento passione e desiderio non si sublimano né trascendono, né si portano intenzionalmente a compimento.
    Il desiderio in quanto vibrazione energetica
    è di per sé compimento, l’ intenzione nell’esaudirlo scorre insieme al desiderio stesso, senza direzione precostituita
    Il desiderio, come l’amore, si sente. Sentirne la sua vibrazione pu
    ò essere fonte di piacere e bellezza.
    Lo scorrere dell’Eros nella relazione d’aiuto non ci porta a nessun agito. Nel suo fluire il ciclo del contatto pu
    ò consolidarsi, collegando l’energia erotica allo spazio del cuore”.