A Cuore aperto

Propongo di tendere al cuore, non come simbolo di romanticismo ma come luogo di energia in cui rendersi disponibili ad amare, gli altri, la vita. Disponibili all’amore senza direzione.

Il cuore come luogo in cui le “costruzioni” erette per difesa o compiacimento non ci sono più.  Luogo in cui, nell’assenza di commento, ci riconciliamo con la semplicità, con quella vera unica natura con cui veniamo al mondo.
Luogo perciò di riconnessione con se stessi, e quindi luogo di riconnessione con tutto poichè è in questo spazio di relazione con sé che si manifesta il vivere in relazione con gli altri, gli eventi, l’esistenza intera.

Luogo in cui la piena disponibilità al diverso porta in sé la coscienza che niente è davvero diverso, tutto è risonanza.
Luogo di com-prensione, non di giustificazione.
La lucidità che incontriamo nello spazio del cuore rilascia una coscienza calda e benevola verso ogni accadimento anche se ingiustificabile ai nostri occhi.

Nel cuore quindi cadono ideologie, convinzioni, barriere, discriminazioni e giudizi, per incontrare la disponibilità alla vita così come è, disponibilità che si manifesta senza alcuno sforzo, immersi nella naturale fiducia che tutto va come deve andare.

Tendere al cuore quindi cura, cura la propria difficoltà alla disponibilità verso se stessi, verso gli altri, verso tutto ciò che accade di visibile e di Invisibile nel mondo animato e nel mondo inanimato.
Cura perciò ogni relazione, cura perciò il mondo intero.

“Provate la DISPONIBILITA’, avvicinarvi all’esperienza “senza commento”.
Ognuno di noi nasce con pura Disponibilità: un piccolo bimbo, anche se ferito, non commenta i genitori o l’ingiustizia che subisce, trova come starci, in modo semplice inventa strategie. 
“Senza commento” ci predisponiamo semplicemente all’esperienza, in modo funzionale e creativo, evitando di disperdere energie nel lamento, nel giudizio, nella critica, nell’opposizione.
La vita va come deve andare, ciò che fa la differenza è come viverla”

Come vivere tendendo al cuore?

Tantra è un modo di vivere, vivere nell’assenza di giudizio.
Le pratiche tantriche aiutano.
I riti ci portano in profondo.
Ciò che si attraversa nei seminari di Tantra riguardo alla profonda presenza e intimità e fluidità emozionale e di sentimento nell’assenza di commento, apre lo spazio all’attitudine all’ intensità e alla disponibilità all’incontro come terreno fertile per ogni relazione.

L’invito è di sperimentare l’ascolto dell’energia femminile, cioè seguire il fluire naturale dell’Energia Erotica come esperienza in movimento perpetuo piuttosto che come meta da raggiungere. 

Il Tantra nella sua disponibilità a fluire con l’esistenza è come sospinto dall’Energia femminile e l’Energia Erotica, cioè l’unione del piacere e dell’amore, spinge fino a giungere al cuore.Prendere coscienza dei movimenti dell’energia erotica perciò ci accompagna ad essere perpetuamente immersi nell’affetto e nella sessualità, nella sensualità e nella disponibilità.
Vivere perciò non è dare una prestazione, vivere è come far l’amore abbandonandosi all’energia che ci porta all’incontro che accade adesso, incontro con me, con te, con la vita.
Il Cuore quindi è uno stato, una condizione senza condizione in cui il fluire con l’energia femminile ne è l’iniziazione. E il Tantra e le sue pratiche sono il viaggio che ci accompagna verso quello stato di alto piacere dell’incontro nell’Infinito del Cuore.

Anche se nelle proposte incontrerete frequentemente riferimenti corporei, nell’essenza qui si parla prevalentemente di spirito.

Anche se nelle proposte incontrerete frequentemente riferimenti corporei, nell’essenza qui si parla prevalentemente di spirito.

Prabhat Ranjan Sarkar filosofo indiano contemporaneo noto anche con il nome spirituale di Shrii Shrii Ánandamúrti, spiega così il significato del termine tantra: “Il significato del termine tantra è “liberazione dal legame”. La lettera “ta” è il seme (suono) dell’ottusità (staticità). E il verbo radice suffissato da “da” diventa “tra”, che significa “ciò che libera” – così, quella pratica spirituale che libera l’aspirante dall’ottusità o dall’animalità della forza statica ed espande il sé spirituale dell’aspirante è il Tantra sadhana”. Per questo non potrebbe esistere alcuna pratica spirituale senza Tantra. Lo stesso autore, in un altro volume spiega che i praticanti del Tantra più elevato dovrebbero possedere ampie visuali, rinunciando ai pensieri ristretti ed essere disposti a sacrificarsi al fine di promuovere il benessere altrui. Superando in tal modo, attraverso l’autorealizzazione e il servizio disinteressato all’umanità, diversi ostacoli.

Torna su